Il cheratocono è un'ectasia corneale progressiva che deforma la cornea in forma di cono, causando visione distorta che peggiora nel tempo. Si diagnostica con la topografia corneale. Si gestisce con lenti a contatto specializzate (sclerali, ibride, RGP) nelle forme moderate-avanzate, con crosslinking per bloccare la progressione, con anelli intrastromali nelle forme intermedie, e con trapianto di cornea nelle forme avanzate refrattarie.
Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea in cui la struttura di collagene che mantiene la forma sferica dell'occhio si indebolisce progressivamente. La cornea si assottiglia e si deforma verso l'esterno, assumendo una forma irregolare simile a un cono. Questa deformazione causa aberrazioni ottiche di alto ordine — astigmatismo irregolare, coma, trefoil — che non possono essere corrette con gli occhiali convenzionali nelle forme avanzate.
Colpisce circa 1 persona su 2.000 nella popolazione generale. Esordisce tipicamente tra i 10 e i 25 anni e può progredire fino ai 35-40 anni, dopodiché tende a stabilizzarsi. La familiarità è un fattore di rischio: se un genitore o un fratello ha il cheratocono, il rischio è significativamente più alto.
Molti pazienti vengono diagnosticati tardivamente perché i sintomi iniziali vengono attribuiti a semplice astigmatismo o miopia. La diagnosi precoce tramite topografia corneale è fondamentale per intervenire prima che la cornea raggiunga stadi avanzati.
L'esame diagnostico di elezione è la topografia corneale — una mappa tridimensionale della curvatura corneale che rileva le irregolarità tipiche del cheratocono anche in stadio subclinico (sospetto cheratocono o "forme fruste"). È una mappatura non invasiva, dura pochi secondi e non richiede alcuna preparazione. La diagnosi di cheratocono resta di competenza del medico oculista.
Presso Stilottica Beltempo a Palermo eseguiamo topografie corneali di supporto per chi presenta astigmatismo elevato, variazioni frequenti della correzione o familiarità per cheratocono, indirizzando sempre al medico oculista i casi sospetti.
Nelle forme moderate e avanzate, gli occhiali non correggono sufficientemente perché l'astigmatismo è irregolare. Le lenti a contatto specializzate — RGP, sclerali, ibride — creano una superficie ottica regolare davanti alla cornea, "ricostruendo" la sagoma corretta. Sono il trattamento ottico di prima scelta per garantire la migliore acuità visiva nel cheratocono. Scopri le lenti per cheratocono →
Il cross-linking è una procedura oculistica che stabilizza il collagene corneale usando raggi UV-A e riboflavina (vitamina B2), bloccando o rallentando significativamente la progressione del cheratocono. Non migliora la visione, ma impedisce alla cornea di deformarsi ulteriormente. È indicato quando si documenta una progressione del cheratocono in esami topografici successivi.
Piccoli segmenti di polimetilmetacrilato (PMMA) inseriti chirurgicamente nello stroma corneale per appiattire e regolarizzare la cornea. Migliorano la correggibilità visiva con lenti e possono ritardare o evitare il trapianto nelle forme intermedie.
Riservato alle forme avanzate refrattarie agli altri trattamenti. Il trapianto perforante sostituisce tutta la cornea; il trapianto lamellare anteriore profondo (DALK) sostituisce solo gli strati anteriori conservando l'endotelio del paziente. Il recupero è lungo (12-18 mesi) ma i risultati sono generalmente eccellenti.
Sì. Esiste una predisposizione genetica: se un genitore o un fratello ha il cheratocono, il rischio è circa 10 volte superiore alla popolazione generale. Consigliamo un controllo topografico ai familiari diretti di pazienti con cheratocono.
No. Lo strofinio oculare è considerato uno dei principali fattori di rischio per la progressione del cheratocono. È fondamentale identificare e trattare le cause dell'irritazione oculare (allergie, occhio secco) che inducono al grattamento.
Sì, ma bisogna attendere la guarigione completa dell'epitelio (4-6 settimane) e una successiva stabilizzazione topografica. Dopo il CXL la geometria corneale cambia leggermente e la lente va rifittata.
Con le lenti sclerali si ottiene un'acuità visiva soddisfacente nella maggior parte dei casi fino a stadi molto avanzati. Il trapianto di cornea si rende necessario solo quando la cornea è troppo sottile o opacizzata per garantire un fitting sicuro.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo: non sostituisce una visita oculistica né il parere di un medico. Per diagnosi e terapie rivolgiti sempre al tuo oculista di fiducia.